La CGIL e l’Italia che lotta per cambiare

Grande successo della manifestazione nazionale della CGIL ieri a Roma:

Nel suo primo discorso Susanna Camusso, da segretaria generale del sindacato cenfederale, ha parlato del lavoro dei giovani e delle donne, ha parlato della difesa dei diritti dei più deboli. Il discorso ha toccato tutti i temi che oggi è necessario risolvere, come i diritti degli immigrati, l’importanza della cultura e la forza che la CGIL metterà nel difenderà la civiltà e la dignità dei lavoratori in questo paese.

L’Italia protesta e si mobilità, in questi giorni in tutte le Università manifestazioni, cortei e proteste contro la distruzione dell’Università pubblica. Non credo che la nostre Università, la ricerca, e l’istruzione fossero mai state così in pericolo di scomparire come con questo governo.

Sembra di essere sotto il regime de ‘L’autunno del patriarca’ di Marquez, dove il paese è allo sbando, dove si vende pure il mare che circonda lo stato alle multinazionali (noi privatizatizziamo l’acqua), c’è un dittatore alienato nel suo potere, che passa il tempo a cercar di adescare bambine con un lecca lecca. Un dittatore assurdo che viene ingannato dai suoi collaboratori che fanno travestire delle battone, ops… delle escort, da bambine della scuola privata, per farle adescare dal vecchio dittatore. Gran libro, che dovrebbe rappresentare i regimi sulla via del tramonto dell’America Centrale, ma è così tanto simile alla nostra Italia. Eppure da noi si deve finire diversamente, non possiam aspettare la morte del nostro bunga-bunga dittatore, non possiamo sputtanare ancora altre generazioni per le speculazioni criminali di pochi (Cosentino? Dell’Utri? Bertolaso?) e l’incompetenza e la mala fede di altri ( Gelmini? Fini che prima va ad incontrare i ricercatori sui tetti e poi gli vota contro in Parlamento? ). Ci sono città da ricostruire come L’Aquila, città da liberare dalla morsa dei rifiuti camorristi come Napoli, un intero paese da liberare dalle mafie, Milano in testa (dove hanno dovuto bloccare grossi cantieri per delle discariche abusive sotto quei terreni), dove salvarne l’ambiente, generare cultura e lavoro.

Bisogna raccogliere queste forze, lavoratori precari, studenti e ricercatori, immigrati, omosessuali, disoccupati e precari, chi lotta alla mafia e parafrasando Peppino Impastato, sconfiggere questa montagna di Merda.

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