Come ti rovino una vita

Nel suo ormai celebre intervento del 2002 in Piazza Navona (quello di “con questo tipo di dirigenti non vinceremo mai”), Nanni Moretti disse un’altra cosa importante. Disse: “Emilio Fede non è un personaggio comico. Non è neppure un personaggio tragico. E’ un personaggio violento”. Credo che lo stesso ragionamento si possa applicare, oggi, alle feste del Bunga Bunga (dove, guarda un pò, pare che l’Emilio abbia avuto un discreto ruolo). 

Cerchiamo, infatti, di vedere quello che abbiamo di fronte. Decine di ragazze, nel pieno dell’adolescenza (come Ruby) o poco più grandi (come Nicole Minetti) sbarcano a Milano. Arrivano da città di provincia, o magari da altri Paesi. Hanno in testa quello che trent’anni di pensiero unico ha loro insegnato: diventare famose. Finiscono nelle mani di Lele Mora. Iniziano una vita randagia, ai margini del jet set. Vivono di comparsate, piccoli ruoli, serate in discoteca. A quanto si capisce, finiscono per arrotondare con altre attività. Ad un certo punto, il “colpo di fortuna”: entrano tra le favorite del Capo. E allora, la vita può cambiare. Può essere la svolta. In realtà, la svolta, quella vera, non arriva. In fondo, si fa la stessa vita di prima. Solo, girano molti più soldi. Poi, un giorno, arriva la polizia. E il castello delle fiabe va in frantumi.

Sono ragazze ambiziose, arriviste, con una buona dose di pelo sullo stomaco, quelle che entrano in questo giro? Probabilmente sì. La stragrande maggioranza delle loro coetanee fa altre vite, di studio, lavoro e sacrificio? Sì. Hanno quindi, queste aspiranti showgirls, delle responsabilità? Non c’é dubbio. Non dobbiamo dimenticare, però, che si tratta, comunque, di ragazze molto giovani. E che se a quell’età non si ha proprio il diritto di sbagliare beh, poco ci manca. Perché, come canta Guccini nella meravigliosa Eskimo, “a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età”.
Servirebbe, allora, una figura adulta, che conducesse queste ragazze verso la maturità, che spiegasse loro che stanno bruciando gli anni più importanti della propria vita, che le portasse via da un mondo pronto solo a sfruttarle e poi gettarle via prima dei trent’anni.

Certo, i primi a farlo dovrebbero essere i genitori, che sono invece (in gran parte) i più accaniti sostenitori delle proprie figlie. Certo, qualcuna non capirà e accetterà lo stesso di recitare una parte in quello spettacolo. Ma pensare che il primo a non opporsi a tutto ciò sia il nostro Presidente del Consiglio, che anzi alimenta e foraggia e accresce quel sistema perverso per il proprio piacere personale é veramente disgustoso. Perché stiamo parlando di persone che vengono consapevolmente rovinate. Perché, sempre per citare Eskimo, “a vent’anni è tutto ancora intero”, o almeno dovrebbe esserlo. Per quelle ragazze non è così, per colpa, tra gli altri, del nostro Premier. Per questo, oltre che per mille altri motivi politici ed istituzionali, dovrebbe dimettersi. Per mancanza di umanità.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...