L’altra faccia della medaglia

 

Non bastava l’onta di vergogna sotto la quale siamo stati sommersi grazie agli scandali sessuali del Premier,  non bastava l’ennesimo colpo alla magistratura o il continuo svilimento della donna trattata orizzontalmente come una cosa, come nel medioevo.

No, c’è anche di più. L’effetto peggiore di tutto ciò è che inevitabilmente ,con tutta l’attenzione focalizzata su Ruby,Minetti e colleghe si perdono di vista i veri problemi nei quali l’Italia arranca quotidianamente.

Nonostante la manifestazione a sostegno della Fiom di ieri a Bologna, ad esempio,  pare sia calato il sipario su Mirafiori e su un accordo che polverizza il contratto nazionale, lascia fuori dagli accordi sindacali il più grande e rappresentativo sindacato e che prova lentamente a cancellare alcuni semplici ma inconfutabili diritti,nonostante sia necessario restare al passo con i tempi e con le altre potenze mondiali.

Un altro semplice dato sottovalutato e che non ha ricevuto le attenzioni e le riflessioni del caso: la disoccupazione giovanile, all’ultima rilevazione Istat è all’28.9%.
Non si è mai toccato un tasso così alto, evidente segno di una generazione che fatica non solo a trovare lavoro ma anche ad integrarsi in una società che lascia pochi spazi ed opportunità.
Il vero problema è che si preferisce rimanere ancorati a vecchi schemi , diffidando di tutto ciò che è nuovo, sia nel mondo del lavoro, ma anche nella politica.
Probabilmente  se la disoccupazione giovanile ha raggiunto questi livelli è anche da imputare allo scarso livello di crescita economica e di investimenti che si fanno qui in Italia. L’ultimo allarme l’ha lanciato Emma Marcegaglia denunciando l’impegno nullo del governo per contrastare questa congiuntura economica non certamente favorevole, negli ultimi sei mesi.
Abbiamo bisogno che la nostra economia inizi ad avere un trend positivo, raggiungibile solo con riforme lungimiranti volte ad aumentare gli investimenti, creando ricchezza, mettendo in moto un processo di crescita costante che sarebbe fondamentale per il futuro.
E’ ora di smettere di ragionare dall’oggi al domani e bisogna iniziare a pensare in prospettiva perché la vera sfida è proprio questa.
Nonostante tutto,  “l’effetto Bunga Bunga”, oltre che indicare in economia il poco positivo (soprattutto in ottica futura come appena accennato)  innalzamento del tasso d’interesse dei titoli di Stato italiani rispetto al livello degli altri titoli europei, aumentando così lo spread, ha la qualità del tutto stupefacente di cancellare le discussioni su questi temi.

Si può continuare.

Altro esempio lampante: l’opinione pubblica si è assopita sulla riforma Gelmini che taglia in modo netto e inequivocabile i fondi all’università e alla ricerca, gettando ombre ancora più cupe sulla formazione sullo sviluppo dei ragazzi e quindi dell’Italia in generale.

I riflettori di sono spenti anche sul problema delle infiltrazioni mafiose che il programma “Vieni via con me”  con Roberto Saviano aveva abilmente sollevato , denunciando e facendo scoprire questa realtà  a tanta gente normalmente indifferente. Insomma,  si sono sollevate questioni, domande,spiegazioni sulla camorra e sulla ‘ndrangheta e finalmente  si è iniziato a  parlare di questo problema. Come più volte ripetuto da Saviano la vera paura della mafia è quando la gente di pone interrogativi e discute, assetata di chiarezza e verità.
Pure a Rimini, nonostante difficoltà, incertezze  e una certa sordità se n’è parlato, perché le 67 cosche mafiose in Emilia Romagna sono un problema serio che non si può ignorare solo per non danneggiare il turismo.
Eppure  anche tutto ciò è stato accantonato come se nulla fosse.

Ci sono tanti altri casi, partendo da Napoli(spazzatura e voti comprati alle primarie solo alcune dimostrazioni) e arrivando per esempio alla questione cruciale delle centrali nucleari, eppure ora tutto tace, tutto passa in secondo piano rispetto al “Rubygate”, favorendo così in modo sleale e meschino la disinformazione su questi fondamentali temi che necessitano di essere quotidianamente evocati.

Non possiamo permettere tutto ciò,  dobbiamo ripartire da temi come questi per far sentire la nostra voce, mostrare che non siamo vittima inconsapevole di tali vicende e soprattutto che non viviamo solo grazie alle critiche a Berlusconi  come ultimamente sembra.
Un modello alternativo è possibile solo se si parlerà con forza di contenuti , abbandonando questo schema perdente dell’antiberlusconismo totalizzante.

Nonostante questi scandali siano degradanti e vergognosi per  ognuno di noi e nonostante il desiderio di giustizia e chiarezza, i problemi che il paese deve affrontare sono troppo importanti per esser taciuti : proprio da qui possiamo ripartire per far sì che non si distolga l’attenzione e per far vedere che un’alternativa concreta esiste.

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