Sit-in in Paradiso

Almeno 80, tra ragazze e ragazzi di Rimini, disposti a sacrificare il proprio sabato sera per partecipare ad un’iniziativa politica. Di questi tempi, un evento più unico che raro. L’occasione? Un sit-in di protesta nei confronti della serata organizzata dalla discoteca “Paradiso” con ospite d’onore Karima el Mahroug, più nota alle cronache di queste settimane con il soprannome di “Ruby Rubacuori”.

 

La manifestazione è stata tanto composta nei modi quanto radicale nelle rivendicazioni. Un sobrio striscione bianco su cui risaltava, in rosso, la parola “INDIGNATI”; volantini con il nostro pensiero; qualche cartellone; un megafono con cui leggere qualche stralcio delle intercettazioni o intonare cori scherzosi rivolti alle persone che si apprestavano ad entrare, da “ripensateci! Siete ancora in tempo a fermarvi!” a “restate con noi!” a “siamo più fuori che dentro!”. Nessun momento di attrito o tanto meno di scontro, nemmeno quando l’organizzatore della serata è uscito per rivendicare le proprie ragioni.

 

Del resto, l’obbiettivo non era un boicottaggio fine a se stesso della serata organizzata dalla discoteca. Non era neppure quello di prendersela con Ruby che, per quanto possa essere considerata una persona smaliziata ed ambiziosa, rimane comunque una ragazza che ha da poco compiuto 18 anni. Obbiettivo del sit-in era esprimere con forza la nostra contrarietà ad un sistema e ad un modello di società di cui Ruby è diventata simbolo e di cui Berlusconi è, da almeno trent’anni, uno dei principali artecifi e sponsor.

 

Un modello di società in cui le possibilità per i giovani di emergere e di affermarsi seriamente nella vita vengono largamente compromesse da una politica scolastica, universitaria ed economica dissennata da parte di questo governo.

Un modello di società in cui quello che è veramente importante è finire, almeno una volta nella vita, davanti alla lucina rossa di una telecamera. Ad ogni costo.

Un modello di società in cui le parole impegno, costanza, serietà valgono sempre meno, perché comunque non vale la pena fare le cose per bene, tanto una scorciatoia la si trova sempre e, anzi, quelli veramente furbi e che sanno stare al mondo sono i primi ad imboccarla.

Un modello di società in cui la selezione (in politica e in altri campi) avviene per vie traverse, per cui tutti a chiedersi, qualche mese fa, come mai Berlusconi avesse tanto brigato per “piazzare” Nicole Minetti nel listino bloccato del governatore della Lombardia Formigoni, assicurandogli così un posto sicuro in Consiglio Regionale. In questi giorni, grazie alle intercettazioni, qualche sospetto sui motivi di tanto impegno stanno emergendo.

 

Questo era il senso della serata: dire, a voce alta e forte, basta a tutto ciò. Non per un’inutile vezzo moralistico, ma per una precisa ragione politica. Perché quello che si para davanti a noi è un modello classista, che continua a sussurrarti all’orecchio che l’unico modo per farcela è diventare servo di un capo. Perché porta ad un peggioramento progressivo della qualità delle nostre classi dirigenti. Perché è un modello umiliante.

 

Chiudiamo sottolineando quello che riteniamo l’aspetto più bello ed importante di ieri sera: la partecipazione. Non c’eravamo, infatti, solo noi Giovani Democratici a protestare. C’erano anche tanti altri ragazzi, che magari non si sentono rappresentati, al momento, da alcun partito, ma che volevano essere comunque presenti, perché avvertono la gravità del momento. Per chi, come noi, crede fortemente proprio nella partecipazione delle persone, anche al di là di rigide divisioni partitiche, per migliorare questa società, non poteva esserci regalo migliore.

 

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2 pensieri su “Sit-in in Paradiso

  1. ma vergognatevi! avete proprio la faccia come il culo! voi parlare di meritocrazia!? voi siete quelli che Domani ci troveremo a fare gli impiegatidel comune a centinaia, voi siete quelli che domani occuperete, come i vostri genitori tutto quello che si puo occupare, siete quelli che ingesserranno e tagliegerenno l’economia locale, siere i futuri parolai buoni a nulla ma capaci di tutto –

    1. complimenti, bella critica intelligente e profonda…

      non meriteresti risposta perchè in fondo non scrivi nulla a parte le solite vaccate qualunquiste del tipo: “fate tutti schifo, siete tutti incapaci”. se presumi di essere meglio di quello che c’è adesso, sei libero di prendere il loro posto o almeno provarci però abbi almeno il buon senso di stare zitto ed evitare di offendere gratuitamente se non hai nulla di veramente utile da scrivere.

      per inciso, non ho nulla di cui vergognarmi. io studio e lavoro, mio padre è stato operaio in fabbrica ed ora è in pensione e mia madre è un’impiegata statale, quindi nè io nè i miei genitori abbiamo occupato “tutto quello che si può occupare”.

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