L’immigrazione, la Lega Nord e George Bernard Shaw

Dunque, sembra che si vada verso l’emissione, da parte del Governo italiano, dei permessi di soggiorno temporanei per i tunisini sbarcati nei giorni scorsi sulle coste di Lampedusa. Non è ancora chiaro quale sarà la loro validità su scala europea. Se la Francia si manterrà sulle posizioni assunte fino ad ora, infatti, i migranti non potranno comunque varcare regolarmente la frontiera di Ventimiglia e si vedranno costretti a rimanere, regolarizzati, in Italia. Si tratterebbe, allora, di una vera e propria sanatoria. Una roba che, se l’avesse proposta Prodi, sarebbe stato inseguito nelle piazze dai parlamentari di maggioranza con i forconi, al grido di: “Dagli al buonista amico dei terroristi!”. Invece lo fa Maroni, quindi è un’operazione geniale.

In ogni caso, comunque vada a finire la vicenda specifica, un dato appare nella sua chiarezza: il crollo verticale della propaganda leghista e, insieme con essa, della presunzione folle, che è la vera cifra del berlusconismo, di risolvere i problemi complessi con uno slogan, una battuta, un’uscita ad effetto. Perché l’immigrazione è un tema veramente complesso, forse il più complesso ed importante dei nostri tempi per il nostro Paese. E allora bisognerebbe affrontarlo con la giusta costanza e il giusto “atteggiamento mentale”, consapevoli che si tratta di fare piccoli passi, subire battute d’arresto e ottenere piccoli risultati veri per raggiungere la meta, senza false soluzioni semplicistiche che dopo pochi mesi mostrano la corda.

La Lega non l’ha mai fatto. La Lega ha celebrato l’accordo con Gheddafi come se fosse la soluzione definitiva al problema immigrazione, mentre era solo il via libera dato ad un pazzo sanguinario che aveva il compito di fare il lavoro sporco al posto nostro, rinchiudendo poveri disperati in fuga da guerre e miseria in campi di concentramento ai margini del deserto, in preda alle sevizie delle guardie carcerarie. Un patto scellerato, per altro inutile, visto che, come riportano tutte le statistiche, solo un immigrato su dieci arriva tramite i “barconi”; gli altri lo fanno per lo più entrando con normali visti turistici e rimanendo in Italia una volta che sono scaduti. Insieme a quell’accordo ha celebrato quelli stipulati con gli altri dittatori del Nord Africa. Oggi che quei regimi o sono caduti o sono in difficoltà, cade la facciata propagandistica della Lega. Cade il volto “presentabile” di Maroni, in giro tra Tunisi e Parigi a prendere schiaffi e riappare quello di Bossi che, non sapendo cosa dire (forse da sempre), cerca di cavarsela occupando tv e giornali con i suoi sproloqui razzisti (“Foera di ball”, “Dobbiamo chiudere il rubinetto e svuotare la vasca”). Perché questo fa la Lega: non risolvere i problemi, fa finta di farlo con slogan da vendere ai propri elettori, di cui ha, evidentemente, una scarsa considerazione.

“Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata” disse George Bernard Shaw. Quando tornerà ad essere una convinzione diffusa potremo finalmente uscire da questo circo in cui viviamo da almeno diciassette anni e tornare a discutere seriamente.

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