Da parco a parcheggio: succede a Bellaria


Quello che vedete è un parco pubblico. L’uso del tempo presente, però, tra poco dovrà essere sostituito con un passato prossimo, e presto un passato remoto. Da dopo pasqua buona parte di quello che vedete non sarà più un parco, sarà un parcheggio, e non sarà nemmeno più pubblico, perchè durante la stagione estiva sarà riservato ai soli clienti degli alberghi.

Il parco si trova a Bellaria Igea Marina, tra via Andrea Costa e via Ravenna. È praticamente un delle prime cose che si vedono uscendo dall’uscita Bellaria della superstrada. È uno dei pochissimi parchi rimasti nel comune, non è stato valorizzato in alcun modo, c’è una singola panchina in tutto, non c’è un’area di sgambatura per i cani (del resto non ne esiste una su tutto il territorio comunale), le piante, in particolare i pioppi, che negli anni sono state abbattute dal vento o dalla neve non sono mai state sostituite, semplicemente abbattute e il tronco lasciato infisso nel terreno, a marcire. Ma sono pur sempre 8000 metri di parco pubblico alle porte di una città che non ha verde, basterebbe davvero poco per renderlo godibile a tutti, ma anche così è una grande risorsa per i residenti della zona.

Il fatto che il parco sia mal gestito e in condizioni non ottimali è proprio una delle scuse che l’amministrazione comunale di destra ha portato a suo argomento per giustificare l’abbattimento di almeno un quarto (per il momento) dell’area verde. Invece che riqualificarlo, copriamolo di cemento per favorire gli interessi di una categoria.

Del resto non ci si può aspettare una grande lungimiranza da un sindaco il cui primo atto è stato quello di eliminare una pista ciclabile per rendere a doppio senso una strada che era stata appena riqualificata e resa a senso unico, infiggendo sulla via ogni cento metri una selva di cartelli incomprensibili (vedi foto sotto) per segnalare che la strada è troppo stretta, che ci sono alberi in banchina, che bisogna andare piano…nel disperato tentativo di tutelarsi nel caso, e si spera non avvenga, che qualcuno si faccia male.

In un paese che si regge su un turismo da anni ’50, con alberghi in parte fatiscenti che offrono prezzi bassissimi e una qualità che si può immaginare, spiagge sostanzialmente inaccessibili ai cittadini da aprile a settembre con una selva di ombrelloni, coloro che vivono e lavorano grazie al mare non sono in grado di guardare oltre al proprio naso e al proprio portafoglio. Il sindaco, albergatore pure lui, ritiene che la risposta al fatto che non ci siano parcheggi durante 3 mesi l’anno sia eliminare un parco pubblico, pensando che in maniera molto miope che sia godibile solo per i residenti (che si arrangino) e che nei prossimi anni il turismo continuerà a reggersi sul leit motiv “albergo 3 stelle, pensione completa, ombrellone, spendere pochissimo”.

Non c’è una minima comprensione del fatto che con 90 euro chiunque può prendere un aereo per andare in una qualche città europea, che le città che hanno più successo dal punto di vista turistico e che hanno avuto il maggior incremento di presenze sono quelle che hanno sì una qualche attrattiva paesaggistica, ma nelle quali anche i residenti vivono bene. Città in cui ci sono servizi per i cittadini tutto l’anno, città costruite per i bambini, per gli studenti, per gli anziani, in cui si può andare a fare un giro in bicicletta senza essere sommersi dai clacson e liberare il proprio cane in un’area apposita senza rischiare multe. Perchè dovrebbero continuare a venire qua? Per prendere il sole di giorno e andare a mangiare un gelato la sera? Perchè spendono poco? Ma se con la stessa cifra o poco più si può andare altrove, e altrove trovare di meglio, fare un’esperienza, non una vacanza/villeggiatura?

Il parco di via Costa è il simbolo di un turismo stantio, basato sui soldi e basta. Città fatte per chi ci sta da giugno a settembre, in cui i cittadini che non lavorano nel turismo non contano nulla. Un turismo che di fatto non porta ricchezza alla città, ma solo ad albergatori ebagnini.

Per il parco di Andrea Costa i minuti sono contati. Pare che subito dopo pasqua le ruspe faranno il loro lavoro. Su facebook trovate un gruppo nato dai residenti della zona a cui vi invito a iscrivervi, anche se abitate altrove, perchè il verde è di tutti. C’è anche un blog che vi invito a consultare, anche questo nato dall’iniziativa della “società civile”, perchè questo è uno di quei casi in cui la politica non c’entra coi partiti. Uno di quei casi in cui la politica serve per il bene di tutti e tutti fanno politica pur non essendo inquadrati in una logica di destra contro sinistra. E così deve restare.

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