Il popolo sovrano (sì, ciao)

Ma la sovranità non apparteneva al popolo? No, perché ci era parso di capire così, seguendo, ormai da anni, le sempre più ridicole (vedi alla voce laser anti-depilazione)  tesi difensive di Berlusconi e dei suoi sodali. Ci era parso di capire che la volontà popolare fosse sacra, così sacra da venire addirittura prima della legge. Evidentemente, ci eravamo sbagliati, a giudicare da due avvenimenti degli ultimi giorni.

Il primo è la clamorosa confessione fatta da Berlusconi sul nucleare durante il vertice italo-francese: “L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare”. Cioè: siccome oggi non siete d’accordo con me non vi faccio esprimere. Tra due anni, dopo che le mie tv vi avranno fatto un bel lavaggio del cervello e vi avranno inculcato le mie ragioni, siccome sarete d’accordo con me, vi farò votare. Non c’é che dire: proprio una moderna e liberale concezione della democrazia.

Il secondo avvenimento riguarda il testamento biologico, tornato improvvisamente alla ribalta ieri (per scomparire immediatamente, almeno fino a metà maggio), per volontà di Berlusconi, che ha inviato una lettera ai suoi parlamentari per chiedere di impegnarsi sul tema e di Casini, che ha chiesto che se ne discutesse in Parlamento prima dei fatti di Libia. Si é trattato di due mosse che si spiegano molto semplicemente: si avvicinano le elezioni e bisogna far vedere in Vaticano chi, su questi temi, ce l’ha più lungo, nella convinzione, chissà quanto fondata, che per convincere i cattolici bisogna convincere Bertone, Bagnasco e Ruini.

 Anche in questo caso, la volontà della gran parte dei cittadini è agli antipodi rispetto a quanto previsto dal disegno di legge Calabrò, come spiega, in un bell’articolo sul “Fatto” Marco Politi: “Il testamento biologico non spacca gli italiani, non divide credenti e sinistre […] non separa cattolici da laici. Il diritto del paziente di non essere sottoposto a trattamenti medici contro la propria volontà, sancito dalla Costituzione, è un concetto radicato nella stragrande maggioranza degli italiani. […] Dai due terzi ai quattro quinti degli italiani vogliono decidere personalmente se rimanere attaccati a un tubo o dipendere a oltranza da trattamenti artificiali. […] L’ultimo sondaggio all’interno del collegio dei chirurgi italiani certifica che il 73 per cento di loro considera “trattamento medico” la nutrizione e l’alimentazione artificiale e quindi un argomento su cui il paziente ha diritto di decidere. Anche all’interno del Pdl già nel 2009 il 70 per cento era per il biotestamento (dati Crespi)”.

Eppure, nonostante ciò, si continua ad insistere per approvare una legge fuori dal tempo e dal mondo civile, che quasi nessuno vuole. In nome del popolo sovrano, ovviamente. E, soprattutto, del Papa Re.

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