Impressioni da Milano

Essendo, come alcuni di voi sapranno, riminese di nascita ma ormai milanese di adozione ho deciso di parlarvi di un evento che si è tenuto a Milano ieri sera, certo che alcuni spunti possano essere sicuramente interessanti anche per l’esperienza dei GD di Rimini.

Mi riferisco alla serata dal titolo “I volti della cultura” che si inserisce nel programma per la campagna elettorale di Emanuele Lazzarini, candidato 23 enne al consiglio comunale di Milano a sostegno del candidato sindaco Pisapia. Innanzitutto Lazza (così come viene chiamato praticamente da tutti) merita una breve presentazione: così come il nostro candidato riminese Carlo Mazzocchi proviene dal gruppo dei Giovani Democratici e rappresenta il “nuovo” che il Partito Democratico ha deciso di presentare nelle liste per il consiglio comunale. Attualmente è studente dell’ultimo anno del corso di laurea specialistica in “Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e Istituzioni Internazionali” all’Università Bocconi.

La prima parola che mi viene in mente per riassumere la serata è “freschezza”: così come tutta la campagna elettorale che Lazzarini ha messo in piedi ( per farsi un’idea dal punto di vista grafico e “di comunicazione”, date un’occhiata al suo sito internet ) anche questa serata punta tutto su questo concetto e devo ammettere che la presa è forte. La serata è stata aperta dalla sua lettura di una sorta di “manifesto elettorale” e i punti da lui toccati e rimarcati sono appunto quelli della cultura e dell’incontro tra persone, per una città più viva, più aperta, più attenta alle esigenze di tutti e soprattutto a quelle dei giovani (troppo spesso ignorate) e quindi di conseguenza anche più sicura.

A seguire, dopo un breve saluto del segretario nazionale dei GD Fausto Raciti, ci sono stati interventi di vari rappresentati della cultura milanese, rappresentati da una giovane attrice e autrice teatrale (Letizia Perotta), un ricercatore scientifico (ovviamente con assegno di ricerca provvisorio) dell’Università Statale, uno scultore proveniente dalla Guinea Equatoriale e un’esponente  dell’associazione antimafia “Libera”, ognuno dei quali ha raccontato la propria esperienza e presentato le difficoltà che si è trovato ad affrontare, fornendo spunti per degli interventi politici a sostegno di tali attività.

La serata è stata poi chiusa dagli interventi del comico Flavio Oreglio, della senatrice democratica Marilena Adamo e dell’attrice teatrale Lella Costa.

L’aria che si è percepita durante la serata e che si percepisce a Milano in generale è piuttosto positiva, in tanti abbiamo l’impressione di come effettivamente la comunità abbia voglia di cambiare direzione e soprattutto (utilizzando le parole di Lella Costa) di riprendere in mano la dignità che in questi ultimi anni è stata messa un pò sotto i piedi. Anche il candidato sindaco Pisapia sta risquotendo molto più successo di tanti altri candidati del passato e per la prima volta dopo tanti anni c’è la sensazione che la partita non sia persa in partenza, ma che anzi ce la si possa sicuramente giocare fino alla fine. Proprio questa mattina ho letto un sondaggio circa le intenzioni di voto: Letizia Moratti è data tra il 43 e il 47%, Pisapia tra il 41 e il 45% e gli altri a spartirsi il rimanente.

E’ inoltre risultato essere un pensiero comune (e penso che su questo i GD debbano puntare tanto, essendo rappresentanti proprio dei più giovani) che sia assolutamente necessario un ricambio generazionale accompagnato da un ritorno a delle politiche serie. Politiche non più miopi e orientate al brevissimo termine (1 massimo 2 anni), ma orientate al futuro. Politiche che prevedano una crescita degli investimenti in ricerca, istruzione e cultura. Politiche rischiose da un punto di vista prettamente legato al consenso elettorale, perchè prevederebbero grandi investimenti oggi i cui frutti si avrebbero tra 10, 15, 20 anni e anche più. Politiche tuttavia assolutamente necessarie per avere finalmente un’Italia che possa guardare al futuro con positività e speranza, garantendo a noi giovani le stesse opportunità che i nostri genitori hanno avuto, non obbligando i “cervelli” a fuggire sempre all’estero e costituendo la base per avere un’opinione pubblica finalmente informata e veramente libera e “capace” di scegliere.

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