cose di cattivo gusto

Il manifesto dell’ikea l’avete visto tutti, negli ultimi giorni. E anche la polemica del “popolare e liberale” Giovanardi, il cui risultato è stata tantissima pubblicità gratuita per Ikea e qualche uscita poco intelligente dei numerosi “difensori della Famiglia” sparsi nei vari schieramenti.

Non pago, il nostro sottosegretario omofobo (che supponiamo viva in un mulino bianco disperso nella pianura Padana) adesso si è messo in testa che due uomini non dovrebbero MAI e poi MAI baciarsi in pubblico. Per quanto riguarda due donne il giudizio non è pervenuto, verrebbe da pensare che possa far parte dell’immaginario erotico di Giovanardi, ma guardando questo video (sconsigliato dopo i pasti e ai deboli di cuore) ho capito che la sua fantasia si spinge molto più lontano.

Certe cose” sono così peccaminose che andrebbero fatte a casa propria, ed è scontato che un bacio tra due ragazzi, tra due uomini,  debba essere necessariamente disgustoso, lascivo, spinto. Non può succedere che si diano un semplice bacio sulle labbra, no, ci mancherebbere, che certa gente ha una sola cosa in testa, e poi finisce che chissà cosa fanno in pubblico, e i bimbi (qualcuno, per piacere pensi ai bambini!) vedono, e fanno domande.

Come tanti moralisti il motto di Giovanardi è “si fa ma non si dice”. I gay? Liberi di esistere, mi basta non vederli. Insomma, di fatto non liberi di esistere ed essere sè stessi. Perchè, anche se alcuni non lo dicono liberamente, il giudizio di fondo è che si tratti di cosa sporca, sbagliata, al limite una “scelta” un po’ trasgressiva, una moda, un vezzo o un vizietto. E visto che ancora siamo in uno stato libero si maschera il proprio medioevo con la scusa del cattivo gusto, confondendo la propria opinione personale con una legge universale.

Del resto ci sono mille cose che ciascuno ritiene di “cattivo gusto“, che provocano in noi reazioni forti, che ci danno fastidio. Ma a ognuno di noi dovrebbe essere stato insegnato, sin da piccoli, che siamo tutti diversi, che bisogna essere tolleranti, che finchè qualcosa non mina la nostra libertà, quella degli altri e il vivere civile è legittima. Potrei mai vietare per legge, chessò, i pantaloni a metà sedere, l’abbronzatura color carota, i babbo natale appesi ai balconi? Ovviamente no, e ci mancherebbe! Ciò che fanno gli altri non è lì per la nostra vista, e il fatto che non piaccia non implica che una determinata cosa vada vietata. Basta guardare altrove, fare altro, vivere secondo coscienza.

Non è possibile continuare a mettere a repentaglio la serenità personale e la ricerca della felicità altrui per la propria chiusura mentale. Nessuno pretende che Giovanardi si senta a suo agio in mezzo al gay pride, e neanche che lo sia davanti a un bacio affettuoso o a un tenersi per mano. Quello è un problema suo, gli farebbe più che bene tentare di superarlo, magari cercando di comprendere e apprezzare i gay e le lesbiche che sicuramente conosce, ma non lo si può costringere. La cosa grave è che le persone come il sottosegretario legiferino limitando la libertà e i diritti di altri, e che si esprimano con una simile violenza in pubblico, generando reazioni ancora più violente da parte di altri sedicenti cristiani e difensori della famiglia.

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