Quale strada dopo le dimissioni?

Giovedì ho partecipato alla riunione della segreteria provinciale e dei segretari di circolo per discutere il percorso da seguire dopo le dimissione del segretario del PD Lino Gobbi. Ho già avuto modo di dire la mia opinione lì, ma vorrei riportare alcune riflessioni ulteriori anche qui, sul nostro blog.

La discussione è stata incentrata sulla questione delle tempistiche e delle modalità per l’elezione del prossimo segretario, cosa che alla fine dovrà decidere l’assemblea provinciale. Se c’era un generale condivisione sul fatto che bisogna scegliere la modalità più coinvolgente possibile degli iscritti, in molti hanno osservato come non sia possibile un processo ampio durante l’Estate a causa degli impegni delle persone, che impediscono la presenza fisica e la partecipazione. Del resto c’è anche chi sottolineava come un percorso rapido possa garantire subito l’operatività di un nuovo esecutivo, sicuramente sono entrambe vere, bisognerà però valutare quali motivazioni hanno un maggior peso.

Ovviamente queste decisioni andranno prese, ma secondo me, la questione posta così è sbagliata, perché mi pare ribaltare i termini del ragionamento. Mi spiego: prima è necessario stabilire cosa si vuole fare e dove si vuole andare, da qui ne consegue come e quanto lungo sarà il percorso. Il tema, come ho già detto in segreteria, è che un mandato per essere efficace deve avere un progetto chiaro, che si prefigge di trovare le soluzioni dei problemi dei nostri territori e della nostra società. Ci sarà tempo e modo per discutere di questo e quindi non voglio farla lunga parlando dei temi da affrontare, certamente però ci dovremmo porre il problema di quale progetto il partito porterà avanti. Chiaramente non partiamo da zero, anzi, ma un passaggio politico così importante può rappresentare un’occasione per strutturarsi sempre più anche a livello di proposte politiche.

Per questo secondo me è necessario scegliere un percorso reale su cui costruire il nuovo mandato, e su questo posso garantire che la giovanile ci sarà e si metterà a disposizione come ha sempre fatto quando c’è stato bisogno di elaborare e di fare politica. Questo lo dico anche vista la fase politica nazionale e locale, dove sicuramente l’insoddisfazione per questo governo è grande e crescente. Dove le istanze della società civile sono, in parte, le stesse portate avanti dal nostro partito, e dove finalmente anche settori apparentemente distaccati verso la politica si attivano. Solo facendoci interpreti di questo vento nuovo possiamo pensare di intercettarli e di diventare per loro, in futuro, un punto di riferimento.

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