R come Rivoluzione

A Bologna si è ritrovato il centrosinistra. C’è stato il primo assaggio di un percorso che speriamo essere duraturo e fruttuoso: si sono messe assieme, sullo stesso palco, tutte le energie migliori, le forze più dinamiche e le intelligenze più vive che il panorama politico mette a disposizione.

Non contro qualcuno, non per parlare di alleanze, riposizionamenti o di rottamazione. No l’argomento non era neppure il rinnovamento generazionale, sul piatto si è messo tanto di più.

Si è parlato del futuro del Paese, di come uscire da questi anni bui, di quali proposte possono essere sostenute dal centrosinistra per tornare a convincere i cittadini e guidarli fuori dal berlusconismo. Legalità, territorio e bellezza, mobilità sociale, welfare: questi i titoli che sono stati declinati durante la due giorni (qui civati, qualche giorno fa, ne tracciava i contorni).

E poi fisco 2.0: come semplificare telematicamente la gestione di ricevute fiscali, fatture e dichiarazioni dei redditi.

Immigrazione: i figli di immigrati nati in italia sono italiani, e devono poter vedere riconosciuto questo status con la cittadinanza e il diritto al voto. (a proposito, anche noi GD ci stiamo operando per questa raccolta firme :http://www.litaliasonoanchio.it/)

Senza paura si è parlato di patrimoniale, per spostare almeno un po’ il peso della crisi verso chi può permetterselo. E poi sono state sostenute e rilanciate le proposte del PD in tema di tassazione delle rendite finanziarie e dei capitali scudati.

E si parla del rapporto tra il PD e i cittadini: quindi primarie per i parlamentari, a prescindere dalla legge elettorale, per permettere a tutti di scegliere i migliori, per il parlamento della prossima italia. Non dobbiamo avere paura di confrontarci con le realtà più attive della società civile: ” non solo dobbiamo metterci il cappello, dobbiamo metterci la faccia.”

La parole d’ordine della giornata sono cambiamento e progetto. Perchè non dobbiamo candidarci per prendere voti, dobbiamo farlo per cambiare il Paese. Perchè prima delle alleanze deve venire il progetto, forte, progressista, preciso.

Insomma da domani, inseriamo una nuova parola nel vocabolario, alla lettera R: come Rivoluzione.

Lo spirito della due giorni è riassunto (alla grande, come sempre) da Pippo:

 

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