Centosettantottomilioni di bambini senza istruzione

Due giorni fa, La 7 ha trasmesso la terza ed ultima lezione di economia di Prodi. Sono state tutte molto interessanti, ma il dato che più mi ha colpito e da cui prendo spunto è stato citato martedì 18 ottobre. Uno dei temi trattati, infatti, era l’istruzione ed in particolare si è fatto riferimento al Forum mondiale sull’educazione, tenuto a Dakar (Senegal) nel 2000. In tale occasione i 164 paesi partecipanti si erano impegnati a garantire l’istruzione di base per tutti entro il 2015. Questo obiettivo è stato ribadito da tutti i 191 membri delle Nazioni Unite con la firma degli Obbiettivi di sviluppo del millennio, in base ai quali l’educazione primaria universale doveva diventare una delle priorità della comunità internazionale.

Ebbene, dal 2000 ad oggi sono stati fatti molti passi avanti e molti progressi e senza dubbio sono stati raggiunti tanti obiettivi. La scolarizzazione è aumentata e si è ridotto il numero di persone analfabete ma gli obiettivi fissati a Dakar non sono ancora stati raggiunti e bisognerebbe continuare a lavorare per riuscirci entro la scadenza del 2015.

Già, bisognerebbe. Il condizionale è d’obbligo perché, come veniva spiegato nella lezione di economia, di recente per via della crisi globale e della necessità di tagliare le spese pubbliche, molti stati hanno tolto, tra le altre cose, gli aiuti promessi agli stati più poveri per costruire le scuole.

La conseguenza è che 178.000.000 bambini, ripeto: centosettantotto MILIONI di bambini rischiano di restare analfabeti per tutta la loro vita.

E perché? Perché quattro banchieri americani hanno giocato in borsa, puntato su titoli a rischio per incassare qualcosa come QUINDICI MILIONI di dollari di bonus annuale (a testa) per i risultati raggiunti e determinato così la crisi e le difficoltà economiche che viviamo ancora oggi.

Potere del Dio Denaro, senza dubbio. Più che potere direi che le persone sono state accecate dal luccichio del denaro fino a diventare miopi e pensare solo a loro stesse ed al guadagno immediato.

E qual è la conseguenza di questo? Meno istruzione. Nei paesi poveri i bambini non avranno le scuole, ma anche in Italia la scuola è stata tagliata.

“Che” Guevara diceva “El niño que no estudia no es buen revolucionario”; Certelli dice che “non c’è niente di peggio di un popolo ignorante”; Prodi stesso, l’altra sera, sosteneva che senza istruzione non c’è crescita e non c’è sviluppo.

Significa quindi che la cecità causata dal Dio denaro è anche controproducente, perché riduce lo sviluppo e la crescita. Certo, i 15 milioni di dollari i manager delle banche se li sono presi, ma con che pelo sullo stomaco possono andare a letto la sera?

La crisi ha causato malessere e disagi agli occidentali, ma ha condannato all’ignoranza i più poveri. E tutto il mondo ne risentirà.

Ovviamente si può discutere del fatto che gli stati potevano senz’altro confermare gli aiuti promessi e tagliare da qualche altra parte (ad esempio sulle consulenze per il Ponte sullo Stretto, sui debiti di Alitalia, sull’accorpamento tra amministrative e referendum, sulle guerre, sulla provincia di Aosta, che non si capisce quali competenze abbia in più o in meno dalla regione, dato che il territorio di influenza coincide) e senza dubbio si potrebbe andare avanti per ore a discutere (per una volta “politicamente”) di cosa sia giusto tagliare in tempi di crisi, ma rimane il fatto che i manager di banche (americani ma anche italiani eh!) che con i loro ricchi stipendi e i loro bonus da manager, con i loro giochi in borsa, con le loro compravendite di contratti sulle forniture di grano (sì, perché ormai il prezzo mondiale del grano viene stabilito dalle borse a seconda delle previsioni o delle speculazioni degli uomini in giacca e cravatta che non hanno mai preso in mano una zappa! E spiegateglielo, a poveri, come funziona…) e con la loro ricerca del profitto devono essere i primi a pagare. Sotto forma di tasse e sotto forma di punizioni personali.

Se sbagli coi tuoi soldi sono fatti tuoi (e lo Stato ti aiuta), ma se sbagli coi soldi di tutti lo Stato aiuta lo stesso, ma tu devi pagare. Devi pagare per i giovani; devi pagare per gli indignati; devi pagare per gli anziani; devi pagare per i più deboli che si vedono tagliato il welfare! E devi pagare anche per 178 milioni di bambini ignoranti.

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