Il leader di un grande partito

A  differenza di Lorenzo, io sono riuscito a seguire la 3 giorni della Leopolda. Non voglio raccontarvi il discorso di Renzi, chi vuole lo trova online, assieme alle 100 proposte (sono online da ieri sera qui http://www.leopolda2011.it/100proposte.pdf).

Matteo Renzi ha sicuramente molti difetti, o almeno io ne vedo molti, però ha anche tanta energia, tanta voglia e soprattutto diverse idee, che forse andrebbero discusse, più che liquidate come muffa (copyright di Stefano Fassina). Voglio aggiungere che lo scopo del  post non è la difesa di Renzi, è quello di dare un consiglio al nostro segretario e vorrei discutere di questo, più che del giovin fiorentino.

Un Partito forte non può avere paura di chi chiede di partecipare, di mettersi in gioco, di chi propone (come minimo) uno stile e uno schema nuovo. E invece io di segnali di paura e di fastidio ne ho visti fin troppi in questi giorni. Se qualcuno riunisce migliaia di elettori democratici a parlare di politica per 3 giorni, il segretario del Partito Democratico deve riconoscere queste assemblee e non mostrare fastidio, rabbia e nervosismo. Il risultato è che si percepisca solo una gran paura, e in questo momento, un segretario impaurito non fa bene al partito e all’ Italia. La politica si basa sull’ascolto e sul confronto, si devono superare i personalismi e le reciproche antipatie. Renzi è un campione di personalismo e di ambizione? Vero, però il segretario del PD deve avere un altro profilo, non deve averne paura, non deve esserne infastidito: deve confrontarsi. E non è una cosa di poco conto: la stoffa del leader non si misura in metafore, ma da come ti rapporti con le personalità più forti della squadra che vuoi dirigere.

La scelta(anche oggi ribadita sul Mattino) di far scegliere il candidato del PD dalla direzione(o dall’assemblea nazionale) è molto rischiosa secondo me. Se Bersani viene scelto così, verrebbe subito (e facilmente) accusato di essersi nascosto, di aver evitato il confronto, e questo ne dimezzerebbe la forza. Il segretario deve avere uno slancio coraggioso, indire primarie aperte e confrontarsi liberamente con tutti quelli che vogliono farlo. Se  dimostrerà di essere ancora quello del 2009, vincerà e sarà forte di un riconoscimento popolare e di una confermata fiducia da parte dell’elettorato.

*Nota per i lettori “c’è lo statuto e le regole vanno rispettate” : certo, sono completamente d’accordo. Allora restano a casa anche tutti quelli con 3 mandati alle spalle, con eccezione del segretario nazionale e del presidente nazionale. Chi ha ancora un contributo da dare al partito e alla sinistra può benissimo continuare a farlo fuori dal parlamento, come succede in ogni altro Paese. In secondo, va valutata la situazione politica: perché sarebbe ineccepibile attenersi al principio statutario, ma sarebbe politicamente corretto? sarebbe politicamente giusto per il Partito e il centrosinistra? Io direi che ne dobbiamo discutere, aprendo il dibattito. Io la mia opinione l’ho data.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...