Governo Monti e ricostruzione

Nella situazione in cui ci troviamo, è chiaro che un governo di unità nazionale, per riportare stabilità e quel minimo di regole condivise, appare la cosa migliore, rispetto alle elezioni anticipate. Si deve però essere chiari: la classe politica che non è riuscita a cambiare il Paese, non può cedere il posto di premier ad un “esterno”, per poi rientrare dalla finestra dei ministeri.

Mario Monti è una personalità di livello, riconosciuta da tutti per le sue capacità e per la serietà, e ha l’indubbia qualità di rappresentare discontinuità, rispetto agli ultimi anni di vita politica dell’Italia. E questa deve essere una qualità anche del suo governo. Non è possibile pensare che in questa grande emergenza al Paese servano Lamberto Dini e Giuliano Amato. Non è possibile pensare che Gianni Letta possa sedere sulla poltrona di vice-presidente. Mario Monti deve essere lasciato libero dai giochini di potere, altrimenti il governo avrà vita breve e soprattutto non riuscirà a fare quello che deve: risanare e stabilizzare il nostro sistema economico, mettendo in campo quelle iniziative che servono a farlo ripartire.

Io credo che l’unica strada sia un vero e proprio Governo del Presidente, che si appoggi sulla credibilità e peso politico di Giorgio Napolitano, e che abbia in lui il punto di riferimento. Che sia Monti a scegliere la squadra di governo, e sempre Monti a concordare con le forze parlamentari un’agenda precisa, che ci traghetti fuori dal baratro in cui stiamo precipitando. Insomma: chi ci ha portati in questa situazione, non deve poter continuare ad imbrigliare il Paese, trascinandolo ancora più a fondo. Se non sarà possibile fare questo, meglio allora votare.

E poi dopo ci sarà da ricostruire, e lì il ruolo dei partiti sarà fondamentale. Il PD dovrà essere pronto(come non è stato mai) ad assumere la guida. Partendo con il ricostruire un rapporto tra politica e cittadini, dovrà dimostrare di essere rimasto connesso, in questi anni, con la parte del Paese che più ha sofferto e che vive i disagi più forti.  Si deve dimostrare di voler uscire dal ventennio con energie e persone nuove e pulite: le migliori. Il Partito del Secolo parte da qui.

p.s. Oggi io vado in piazza, per ascoltare. Perchè l’alternativa si costruisce insieme, tutti.

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