Transgender day of remember

In questi tempi di spread, governo di capaci e del Presidentissimo, provo a parlare anche d’altro, perchè bisogna farlo per ricordarsi che il paese è  vicino al default non solo economico ma anche sociale e civile, e quindi pure in questo bisogna parlare e provare a cambiare. Ieri è stato il Transgender day of remember, giornata in commemorazione delle vittime della trans-fobia: ho partecipato quasi per caso, perchè ho incrociato la commemorazione con lumi di candele e musica inconfondibile proprio sotto le due torri a Bologna.

Una commemorazione molto importante, ma ovviamente che non arriva sui mezzi di comunicazione di massa; eppure credo che proprio su queste cose (la transfobia, non la commemorazione e basta) si misuri l’inclusività di una società. Nella nostra ci sono situazioni e gruppi di persone quasi completamente assenti dal dibattito pubblico: un esempio ne sono i carcerati, perchè tutto sommato hanno fatto un reato e quindi un po’ di sopprusi e degrado se non se li meritano completamente, comunque se li sono cercati. Oppure, appunto, le persone trans, che con la loro arroganza di voler cambiare si trasformano in oggetto di pubblica derisione, non possono pretendere rispetto ma al massimo un po’ di carità cristiana, ed in effetti c’è chi proprio in quella trova un po’ di sicurezza, perchè se ti senti peccatore c’è sempre chi è pronto a dimostrarsi buono con il prossimo basta che rimanga chiaro chi è il normale.

Eppure, credo, passa proprio da qui la civilizzazione di un popolo cioè nel riuscire a portare chi oggi è tra gli ultimi, perchè subisce disprezzo e derisione, alla piena cittadinanza, di poter ricevere delle cure e delle operazioni gratuite, il riconoscimento giuridico della propria identità da parte dello stato . Ma soprattuto riuscire a trovare un lavoro senza subire discriminazione, ma misurati per i propri meriti, poter vivere una vita comune, avere la stessa possibilità di tutti di aver un mondo relazionale, non gravato dalla discriminazione, perchè anche qui, come per le donne, gli immigrati e tutti quelli che ne subiscono, stiamo buttando via delle risorse preziose per il progresso del paese e condanniamo ad una vita più difficile chi non lo merita.

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