A Firenze sono morti due tipi

Federico Faloppa, linguista e autore del libro “Razzisti a parole per tacer dei fatti“coglie bene un aspetto, della strage di Firenze e del pogrom di Torino, che il razzismo è nei fatti ma soprattutto nelle parole. E le parole sono la cultura di un paese. Peggio ancora quando le parole sono “istituzionali” e provengono da ministri o presidenti di regione.

E per spiegare il titolo del post vi riporto pari pari una frase dell’intervista comparsa oggi sulla seconda pagina del La Stampa: “Ieri le agenzie hanno battutto il nome dell’assassino di Firenze. Non quelli delle vittime. Come se non fossero persone. Chiamati “senegalesi” e basta. Sarà pure inconsapevole, ma è razzismo anche questo.

Si chiamavano Samb Modou e Diop Mor, erano due uomini.

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