Contro Beppe Grillo. Per “L’Italia sono anch’io”

La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite”.

Commentare la volgarità e l’insensatezza di questa dichiarazione di Beppe Grillo è davvero inutile. Rimane solo il disprezzo e la tristezza nel constatare dove si può arrivare per la fama e i soldi. Beppe Grillo è stato un comico apprezzato ed ha fatto anche denunce importanti (vedi il caso Parmalat). Oggi, però, quel Grillo è scomparso. Oggi, come egli stesso ammette in ogni suo post, l’obbiettivo che ha è entrare in Parlamento. Conquistare qualche poltrona. Occupare dei posti che, ovviamente, saranno del tutto ininfluenti sul piano concreto (cosa pensa di fare, isolato da tutti per propria scelta, con una manciata di parlamentari?), ma saranno molto utili per ottenere visibilità. Cioè pubblicità. Cioè soldi per il caro Beppe.

Per questo Grillo ha deciso di trasformarsi in un capopopolo. E allora via con gli insulti a Morfeo Napolitano e a Monti (paragonato oggi alla schiuma per pulire il water), via con l’appoggio opportunistico ai tassisti. E via con il razzismo. Quel razzismo spiccio, triviale, da bar, per cui chi si batte affinché tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti è un “buonista”. Uno che “delira”. E qui, a commento, bastano le parole di Pippo Civati, che a chi gli da del “buonista” risponde sempre che il problema è che in giro ci sono troppi “stonzisti”.

Da ultimo, ci sarebbe da chiedere al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Favia, che si era pronunciato in Regione a favore delle iniziative del Comitato “L’Italia sono anch’io”, cosa ne pensi delle dichiarazioni del suo leader. Obbedirà tacendo o dimostrerà autonomia di pensiero? La stessa domanda vale anche per i consiglieri del Movimento della nostra città, ovviamente.

Comunque, chi avesse voglia di opporsi a simili vergogne del pensiero, ne ha la possibilità.

Venerdì 27 gennaio (giornata della Memoria per le vittime della Shoah), infatti, è in programma, alle ore 21, presso la Sala del Lavatoio di via Ruggeri, a Santarcangelo di Romagna, la seguente iniziativa: “Identità e razzismo – riflessioni sui valori e sulle negazioni”. Organizzato dall’ANPI di Santarcangelo, dal Comitato “L’Italia sono anch’io” di Rimini e dall’Associazione Culturale Ampia, con il patrocinio del comune di Santarcangelo di Romagna, sarà un’occasione per riflettere insieme “su quale sarà il futuro del nostro Paese, tra nuovi razzismi e nuove cittadinanze” e “sull’identità che avremo e su quella da cui proveniamo”. Saranno presenti Mauro Morri, sindaco di Santarcangelo, Iefte Manzotti, storico, studioso dei movimenti resistenziali europei e collaboratore del “Museo Cervi” di Reggio Emilia e l’attore Ivano Marescotti.

Partecipate numerosi. Alla faccia di Beppe Grillo.

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