Martina e la rete

La storia di Martina a mio avviso deve fare riflettere, e molto.
Per puro caso seguo da tempo il blog di Popolino e quindi ho seguito quasi in diretta tutta la vicenda di Martina, che ripropongo in pillole per chi se la fosse persa.
In sostanza una persona di nome Martina scrive un articoletto sull’Avanti in cui prende in giro i giovani democratici; i giovani democratici si arrabbiano e protestano; un giornalista di The Daily Week indaga e scopre che la persona ritratta nelle foto di Martina su facebook (in un profilo che esiste da anni, comunque) è una svedese e conclude, quindi, che Martina non esiste.
Popolino ha un lampo di genio e scrive un post in cui afferma di essere lui Martina. Tra lo stupore generale cominciano ad arrivare telefonate (così dice lui) e commenti (così leggo io), non tutti pacati ed amichevoli.
Tempo due ore e, logicamente, Popolino spiega che quella precedente era una bufala e che lui in effetti non è Martina. E questo è il primo spunto per le considerazioni che seguiranno a breve.
Non è però finita qui! Perchè il Corriere del giorno dopo (4 aprile) riesce ad andare in edicola con un articolo che afferma che Popolino è Martina.

Allora. Tralasciando i commenti personali sull’articolo dedicato ai giovani democratici, voglio soffermarmi sulle insidie della rete, nella quale la buona Martina e tutta questa vicenda hanno fatto cadere un sacco di gente.
Quando troviamo un link, una notizia o una qualsiasi cosa scritta su internet, molto spesso la prendiamo immediatamente per vera senza neanche pensare un attimo che possa essere un falso!
Una volta c’erano le catene di S. Antonio, che giravano via mail e ci sono voluti anni per capire che la povera orfana dell’Ohio bisognosa di cure non esisteva, che msn non sarebbe diventato a pagamento eccetera.
Adesso però con i link su facebook è uguale! Facebook non diventerà a pagamento, i cuccioli di cane NON SEMPRE (suppongo che qualche volta questi annunci siano anche veri) stanno per essere abbattuti e il capannone a Predappio non è crollato davvero per via del Blizzard.
Il problema è che nessuno ci fa caso: tutto vale e tutto viene preso per buono. La cosa ANCOR più sconvolgente, però, è che ormai cominciano a cadere in questi errori anche i giornalisti, come quelli del Corriere o come quelli che hanno rilanciato la mitica storia delle ostie allucinogene.
Questo è ben più grave perchè finchè sono io a scrivere del canile di Predappio è un conto e posso sbagliare in buona fede, ma gente che viene PAGATA per scrivere notizie sui giornali dovrebbe stare più attenta! Loro non possono sbagliare queste cose: è il loro LAVORO, non è uno svago.
Capisco le difficoltà (causate proprio dalla rete) dovute al fatto che i giornali on line richiedano notizie sempre aggiornate, quasi in tempo reale, e quindi articoli scritti bene e in poco tempo, ma il controllo non può MAI venire a mancare, altrimenti è la fine dell’informazione.
Personalmente cerco di pubblicare e diffondere solo notizie di cui sono abbastanza sicuro o della cui fonte mi fido (Repubblica, Ansa ecc…) ma in ogni caso, a mio avviso, c’è bisogno di una doppia collaborazione: chi legge deve stare attento a non condividere ogni cosa e cercare di fare un minimo di censura alle notizie false: un filtro che limiti di molto la diffusione di catene e falsità assortite. Dall’altro, però, chi scrive deve prendersi la responsabilità di accertare che le notizie riportate siano vere e non del tutto inventate, sia per non alimentare questo giro di bufale, sia perchè altrimenti i lettori che hanno fiducia in lui/lei condivideranno senza pensarci neanche qualsiasi cosa (come anche il primo articolo di Popolino!) contribuendo ancora di più a fare confusione tra notizie vere ed inventate e creando sempre più problemi.
Forse, anche nel mondo superveloce di internet, c’è bisogno di prendersi quel tempo (30 secondi? 1 minuto?) per riflettere e pensare alle cose, prima di condividere tutto alla cieca o sulla base dei soli titoli degli articoli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...